Maria SS del Monte Carmelo - 16 luglio memoria obbligatoria


CENNI STORICI
Nell’antica chiesa in Terravecchia  era stato innalzato un altare”privilegiato” alla Madonna  del Monte Carmelo  cui il pontefice Clemente X° (1670-1676) concesse indulgenza plenaria per chi  lo visitasse  il giorno  16 luglio.  Fu  in questo periodo, infatti , (1674) che la festa della beata Vergine Maria del Monte Carmelo  venne celebrata su tutti i territori della Spagna, anche se già in precedenza, alcune chiese locali ne facevano  commemorazione a partire dal 1500.  Papa  Benedetto XIII°, con il Breve del 24 settembre 1726 estese la festa a tutta la Chiesa Universale con  Messa propria. Lo stesso Pontefice,  nel 1727 approvò la riforma siciliana dei carmelitani  iniziata nel 1724 con il Ven. Servo di Dio P. Salvatore Maria della SS. Trinità ( Andrea Statella) e che  venne attuata dopo la sua morte, nel 1741, per  opera del Ven. fra Girolamo Terzo (1683-1758) quando i conventi riformati furono costituiti in Provincia separata, con il titolo di “Santa Maria della Scala del Paradiso”, dal nome del grandioso convento in Noto.

E’ a seguito di questi eventi  che la vita  del venerabile Girolamo Terzo, uomo di semplice e grande fede , dotato del carisma della profezia,  s’intreccia  con la storia  religiosa di Giarratana. Il frate  fu inviato  dalla Vergine Santissima  a  Giarratana, presso il notaio Sebastiano Burgio,  procuratore della Chiesa di san Bartolomeo, che   avrebbe fornito  i  fondi necessari  per la costruzione della Chiesa a Lei dedicata . Oggi, si può affermare che senza l’intervento di questo giarratanaese ,il Santuario della Madonna della Scala sarebbe rimasto incompiuto. Vogliamo pensare  che da quel momento  sia nata  la scelta di erigere una dignitosa cappella  alla Madonna del Carmelo. Infatti, nella ricostruzione della nuova chiesa,  era stato  dedicato alla Vergine un’ altare, che corrisponde a quello che attualmente è dedicato a santa Lucia;  solo successivamente si iniziarono  i lavori per l’edificazione della  cappella  attuale  in  fondo alla navata destra. 
 La cappella  si presenta ricca di stucchi a motivi floreali  e fino al 1978 era dotata  di un  pavimento in pietra asfaltica e  calcare di Ragusa con annesso il sepolcro della famiglia Alessandra,  andati distrutti . Oggi necessita di un intervento di restauro. 
 Il quadro del pittore senese Marcello Vieri,   rappresenta la Madonna del Carmelo tra due santi Carmelitani: Sant’Elia profeta e San Simone Stock  e porta la data  del 1795;  dopo un accurato restauro è stato riportato alla grandezza originaria ed è sistemato nella navata destra. 
La statua, della Madonna, anch’essa di bella fattura, attribuita a Cataldo Leone da Ragusa, fu commissionata in occasione del VI° centenario dello Scapolare (1851).Per l’occasione il Vicario Filippo dell’Agli donò la corona in argento  della Madonna, mentre la famiglia Ippolito quella del Santo Bambino. Un  manto in seta con ricami in oro  riveste la statua della Vergine per la festa del 16 luglio.
Dedicato alla Madonna del Carmelo, è il più vecchio degli stendardi che ancora oggi precedono la processione del Patrono, è composto da due lunghe strisce di damasco  una di colore rosso, su cui è ricamato in oro  lo stemma  di San Bartolomeo con la scritta “Principalis Terrae Patroni”e l’altra  di colore avorio con lo stemma dell’Ordine Carmelitano. Fu restaurato nel 1984, e benedetto da Mons. Carmelo Canzonieri, Vescovo emerito di Caltagirone il 23 agosto del 1984.
Nel 1899 fu dedicata alla Madonna del Carmelo una delle tre campane che venne rifusa nel 1977 dalla ditta Roberto Trebino di Uscio (Genova) e benedetta l’11 gennaio 1978 , dal vescovo di Ragusa Mons Angelo Rizzo, durante la sua  visita pastorale .   
 In onore della Madonna si celebrano  ancora ’oggi “  sette mercoledì “ che vanno dall’Ottava di Pasqua alla Domenica di Pentecoste.
. In occasione dei 750 anni dello scapolare  (2000-2001) sono stati donati due nuovi scapolari su  disegni realizzati  dalle Monache di Clausura del Monastero Santa Teresa di Ragusa

 

I  “MERCOLEDI’” DEL CARMINE

I “mercoledì” del Carmine sono collegati al culto della Madonna  del Carmine, detta “la Bruna” in Napoli. L’icona della  Vergine, secondo la tradizione fu portata dai frati carmelitani, i quali costretti a lasciare il Monte Carmelo in Palestina, approdarono a Napoli nella seconda metà del secolo XIII° . 
Nell’anno 1500, in occasione del giubileo indetto da papa Alessandro VI°, la confraternita dei cuoiai compì un pellegrinaggio a Roma portando con sé l’icona della Vergine Bruna. Durante il tragitto, percorso a piedi, avvennero per intercessione della Madonna “più miracoli a diversi uomini in diverse terre”. Giunto il pellegrinaggio a Roma, l’immagine della Bruna rimase esposta alla venerazione dei fedeli nella basilica Vaticana ove ricevette l’omaggio dello stesso pontefice Alessandro VI°. Pure nel viaggio di ritorno si ripeterono grazie e prodigi tali da portare alla decisione di collocare l’immagine, precedentemente custodita nella cripta della chiesetta di  San Nicola, sull’altare maggiore .
Per ordine di Federico II° d’Aragona il 24 giugno del 1500, si radunarono nella Chiesa del Carmine molti malati proveniente da tutto il Regno di Napoli per implorare, attraverso la mediazione di Maria, le grazie. Si parlò di molte guarigioni avvenute per opera della Madonna. Quel 24 giugno era un mercoledì. Questo fatto  determinò la scelta di venerare in modo particolare in questo giorno della settimana la Vergine del Carmine, la Vergine “Bruna”. Nacquero così i mercoledì del Carmine, una pia pratica che ben presto da Napoli si diffuse non solo in tutto l’antico Regno di Napoli, ma anche fuori di esso specialmente nelle Chiese dell’Ordine carmelitano. Tale pratica dovette giungere gia nell’antica  Giarratana considerato che nella Chiesa di san Bartolomeo era stato innalzato un altare dedicato alla Madonna del Carmine ed elevato ad altare “privilegiato” da parte del Papa .
Abbiamo  traccia della  celebrazione dei ”mercoledì”  in un documento sottoposto all’autorità vescovile  del 1775.” La facoltà di celebrare sollenni messe, vesperi ed altre sollennità spirituali è stata concessa alla sola parrocchia di S. Bartolomeo, e precisamente per li mercoledì di Maria SS. del Carmine,(…)”.  
Tante cose nel tempo sono andate perdute , ma  la pia  pratica a Giarratana,  ancora continua , quale atto di devozione filiale delle famiglie alla Vergine Santa. Si pensi che una volta  per  i Mercoledì,  era raccomandato l’ astenersi di mangiare carne, come atto di pia devozione alla Vergine. 


MEDITAZIONI

Dai Discorsi di san Leone Magno, papa
( Disc. 1 per il natale del signore,2,3; PL 54,191-192)
Viene scelta una vergine di discendenza regale della stirpe di Davide, che, destinata ad una sacra maternità, concepì il Figlio, uomo-Dio, prima nel suo cuore che nel suo corpo. E perché, ignorando il disegno divino, non avesse a temere di fronte ad un evento eccezionale, apprende dal colloquio con l’angelo ciò che lo Spirito Santo avrebbe operato in lei. E colei che sta per divenire Madre di Dio, non pensa che ciò avvenga a scapito del pudore. Perché infatti non dovrebbe credere alla novità del concepimento, dato che le viene promesso l’intervento efficace della potenza dell’Altissimo? Inoltre la sua fede , già perfetta, viene confermata dalla testimonianza di un miracolo precedente: contro ogni aspettativa, viene accordata, cioè ad Elisabetta la fecondità. Così non si poteva dubitare che, chi aveva dato la fecondità ad una donna sterile, la poteva dare anche a una vergine.
Pertanto il Verbo di Dio, Dio egli stesso e Figlio di Dio, che in principio era presso Dio e per mezzo del quale tutto è stato fatto, e senza del quale niente è stato fatto di tutto ciò che esiste ( cfr. Gv 1,3), si è fatto uomo per liberare l’uomo dalla morte eterna. Ma, abbassandosi fino ad assumere la nostra umile condizione, non diminuì la sua maestà. Così, restando quello che era, ed assumendo ciò che non era, unì la vera natura di servo a quella che lo fa uguale a Dio Padre. Congiunse le due nature con un vincolo così meraviglioso che né la gloria a cui era chiamata assorbì la natura inferiore, né l’assunzione di questa natura, diminuì la natura superiore.
Salvo  perciò restando ciò che era proprio a ciascuna natura e convergendo le due nature in una sola persona, ecco che l’umiltà è assunta dalla maestà, la debolezza dalla potenza e la mortalità dall’eternità.
Per pagare il debito proprio della nostra condizione, la natura impassibile si è unita alla nostra natura possibile e il vero Dio e il vero uomo vengono ad unirsi in un solo Signore. In tal modo, proprio come conveniva alla nostra salvezza , l’unico, il “solo mediatore, fra Dio e gli uomini” (1Tm 2,5) poteva morire in virtù di una natura, e risorgere in virtù dell’altra.
Perciò la nascita del Salvatore non recò il minimo pregiudizio all’integrità della Vergine, perché la nascita di colui che è la verità fu salvaguardia della sua purezza. Pertanto era conveniente, o miei cari, che Cristo “potenza di Dio e sapienza di Dio” (1 Cor 1,24)  nascesse in tal modo da porsi a nostro livello per la sua natura umana, e fosse infinitamente superiore a noi per la sua divinità. Difatti, se non fosse vero Dio, non ci avrebbe portato la salvezza, e se non fosse vero uomo, non ci avrebbe dato l’esempio.
E’ per questo  che alla nascita del Signore gli angeli cantano esultanti: “Gloria  a  Dio nel più alto dei cieli” e annunziano “pace in terra agli uomini che egli ama” (Lc 2,14). Essi infatti vedono che la Gerusalemme celeste è un edificio  formato da tutti i popoli della terra. Se dunque di questa opera ineffabile della misericordia divina tanta gioia provano gli angeli, che sono creature eccelse, quanto dovranno goderne gli uomini che sono umilissime creature?

Jean Guitton – Filosofo , Accademico di Francia

L’Ordine del  Carmelo  ha nella sua tradizione l’idea di una donazione alla  Vergine Maria, che considera la sovrana di tutti i mondi,Purgatorio compreso. Forse proprio questo è il senso recondito della consacrazione di Simone Stock. Mi si obietterà che anche  la maggior parte degli Ordini religiosi si onora d’una speciale protezione della Vergine, o perlomeno di comprenderla in qualche particolare maniera. Maria regna su ciascun Ordine al modo che la luce del sole batte sulle faccette d’un diamante, che ne ha tante e ciascuna può credersi baciata dal sole. Ma il Carmelo  ha una preminenza d’antichità, esso solo potendo rifarsi all’economia antica: quasi come se il Carmelo fosse stato fondato, prima di Cristo, dalla Vergine antecedente, cioè dall’idea della Vergine in Dio. Nel Carmelo non c’è bisogno che il nome della Vergine venga pronunciato in modo esplicito, non c’è bisogno che questo o quel suo attributo venga ricordato e sottolineato con evidenza. Nel Carmelo è l’atmosfera stessa ad essere mariana, in forza della fondazione, dell’impregnazione, della consacrazione, dell’omaggio del silenzio. Per questo ogni vita carmelitana, anche quando non si propone in modo esplicito una qualche imitazione di Maria, contiene in modo eminente lo spirito mariano”.

 

FLOS CARMELI

 

Fior del Carmelo,
vite fiorente;
luce del cielo,
sei tu soltanto Vergine Madre

O Madre mite
intemerata,
ai figli tuoi
sii propizia,
Stella del Mare.

Ceppo di Jesse
Che doni il Fiore,
a noi concedi
di rimanere
con te per sempre.

Giglio sbocciato
tra acute spine
conserva puri
i nostri cuori
e dona aiuto.

Forte armatura
la dove infuria
la dura lotta:
offri a difesa
lo Scapolare.

Per noi incerti
Tu sei la guida;
a noi provati
concedi ognora  consolazioni.

O dolce Madre,
Signora nostra:
colma del gaudio
di cui sei piena i figli tuoi.

O chiave e porta
del Paradiso,
fa che giungiamo
dove di gloria sei coronata.
Amen.

 

LITANIE DELLA BEATA VERGINE  MARIA DEL MONTE CARMELO

 

Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà
Cristo, ascoltaci
Cristo,esaudiscici

Padre celeste, Dio                                  abbi pietà di noi
Figlio Redentore del mondo, Dio
Spirito Santo, Dio
Santa Trinità, unico Dio

Santa Maria                                             prega per noi
Santa Maria Madre di Dio
Santa Maria del Monte Carmelo
Santa Maria dello Scapolare
Santa Maria del Sabato

Madre di Cristo
Madre della Chiesa
Madre e Signora del Carmelo
Madre castissima
Madre amabile
Madre mite
Valle piacevole di purità
Fertile giardino del Carmelo
Ceppo fiorito di Jesse
Fiore del Carmelo
Rosa fragrante
Giglio cresciuto tra le spine
Vite fiorente
Profumo del Carmelo

Stella del mare
Splendore del cielo
Luce nella notte dello spirito
Mistica scale del Monte Carmelo
Mistica stella del Monte Carmelo
Piena della grazia divina
Sposa eletta di Dio
Amica del padre celeste
Dimora del verbo
Tabernacolo dello Spirito santo
Discepola del signore
Via retta che conduce al Cielo
Chiave e porta del Paradiso
Guida la Monte che è cristo
Guida sicura alla perfezione

Armatura contro il male
Corazza di giustizia
Elmo di speranza
Scudo contro i dardi del nemico
Baluardo di salvezza
Nostra Avvocata
Rimedio del peccato
Donna dell’Apocalisse
Regina del silenzio
Regina dei Carmelitani
Regina dei profeti
Regina degli Apostoli
Regina dei martiri
Regina dei mistici
Regina e decoro del Carmelo

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
Perdonaci, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
Esaudisci ,Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
Abbi pietà di noi.

Prega per noi , Madre e decoro del Carmelo
E saremo degni delle promesse di Cristo

Preghiamo
Assisti i tuoi fedeli, o Signore, nel cammino della vita e per l’intercessione della Beata Vergine Maria Madre e Regina del Carmelo, fa che giungiamo felicemente alla santa montagna, Cristo Gesù ,che vive e regna nei secoli dei secoli
Amen

 

MADRE MARIA CANDIDA DELL’EUCARISTIA (Santità Carmelitana Negli Iblei)

Madre Maria Candida dell’Eucaristia, al secolo Maria Barba, nacque il 16 gennaio 1884 nel seno di una famiglia profondamente credente, ma che si opporrà risolutamente alla sua vocazione religiosa, manifestatasi fin dall’età di quindici anni. Maria, infatti, dovrà attendere quasi venti anni prima di poter effettivamente realizzare la sua aspirazione, dimostrando, in questi anni di attesa  e di sofferenza interiore, una sorprendente fortezza d’animo e una fedeltà non comune all’ispirazione iniziale. In questa lotta, che si concluderà con l’ingresso al Carmelo teresiano di Ragusa, il 25 settembre 1919, Maria Barba  fu sostenuta da una particolarissima devozione al mistero eucaristico: nell’Eucaristia, ella vedeva il mistero della presenza sacramentale di Dio nel mondo, la concretezza del suo infinito amore per gli uomini, il motivo della nostra piena fiducia nelle sue promesse. Entrata al Carmelo, dove assumerà il nome di Maria Candida dell’Eucaristia, svilupperà pienamente quella che lei stesso definisce la sua “vocazione per l’Eucaristia”. Eletta priora del monastero nel 1924, lo resterà, salvo una breve interruzione, fino al 1947, infondendo nella sua comunità un profondo amore per la regola di Santa Teresa di Gesù e contribuendo in modo diretto all’espansione del Carmelo teresiano in Sicilia, e al ritorno del ramo maschile dell’Ordine. Morì, dopo alcuni mesi di acute sofferenze fisiche ,il 12 giugno 1949, nella solennità della Santissima Trinità, invocando Maria. Fu beatificata da Giovanni Paolo II° il 21 marzo 2004.
Nello stesso anno,su autorizzazione del Vescovo di Ragusa , Mons Paolo Urso,  il 20 di agosto, una reliquia della beata fu consegnata  dalla Comunità delle Monache del Monastero di santa Teresa di Ragusa  alla Comunità Parrocchiale di Giarratana  Questa reliquia  fu riposta nel  reliquiario di San Bartolomeo  del secolo XVII°  per l’occasione  appositamente restaurato,  e oggi  viene portata in processione unitamente a quelle  del Santo Patrono il 24 agosto.

Beata Maria Candida dell’Eucaristia
(Nel tuo candore eterno - preghiere)

O Divina Eucaristia,
fu Maria a donarti a me.
Non potrei possederti se Maria
non avesse acconsentito
a divenire tua madre,
o mio Verbo incarnato.
Non posso separarti da Maria,
ne dividere Maria da Te.
Salve, o Corpo,
nato da Maria Vergine.
Salve, o Maria
Aurora dell’Eucaristia .
Voi, dolci amori, ne formate uno
nel mio cuore
e di questo santo Amore
Voglio ardere.

Chiara Lubich
Fiore dell’umanità

Abbiamo un solo fiore: Maria. Ed un solo frutto : Gesù. Ma Maria , seppure una, è la sintesi della creazione intera al culmine della sua bellezza, quando si presenta come sposa al suo Creatore.
Gesù invece è la creazione e l’Increato fatto uno: lo Sposalizio consumato. Ed  egli contiene in sé Maria come il frutto contiene il fiore. Quando il fiore ha fatto la sua parabola cade, e matura il frutto. Eppure se il fiore non ci fosse stato non sarebbe maturato il frutto. Come Maria è Figlia del suo Figlio, così il fiore è figlio del frutto che è figlio suo.
Ma tra il fiore e il frutto il tempo è tanto breve da essere quasi annullato,essendo il frutto una conseguenza del fiore. 
Mentre il fiore, dopo lungo tempo, nasce sull’albero generato dal seme contenuto nel frutto.
Così Maria è il fiore fiorito sull’albero dell’umanità nata da Dio che creò il primo seme in Adamo. E’ Figlia di Dio suo Figlio.
Guardando una piantina di geranio che s’apriva, in un fiore rosso  mi domandavo e le domandavo:” Perché fiorisci di rosso? Perché dal verde cambi in rosso?”. Mi sembrava una cosa così strana! 
Oggi ho capito che tutta l’umanità fiorisce in Maria.
Maria è il fiore grande dell’umanità. Ella , l’Immacolata, è il fiore della maculata.
L’umanità peccatrice è fiorita in Maria, la Tutta Bella!
E come il fiore rosso è grato alla piantina verde con le radici e il concime che la fece fiorire , così Maria è, perché vi fummo noi peccatori, che costringemmo Dio ha pensare a Maria.
Noi dobbiamo a Lei la  salvezza, Ella  la vita  sua a noi.
Che bella, Maria! E’ la creazione che va in fiore, la creazione che va in bellezza.
Tutta la creazione fiorita come la chioma di un albero, è Maria. Dal cielo Dio si innamora di questo Fiore dei fiori,e l’impollina di Spirito Santo e Maria da al cielo e alla terra il Frutto  dei frutti: Gesù.
Per scendere Iddio dal Cielo doveva trovar Maria; Egli non poteva scendere nel peccato e allora “inventa” Maria, che, riassumendo in sé la bellezza tutta del creato, “inganna”Dio e lo attira sulla terra.
Ma Ella è Fiore dell’umanità e, chiamato Dio a sé  lo chiama per l’umanità. Perché Ella  è grata all’umanità d’averle dato la vita.