Santa Ilaria - 2^ domenica di novembre memoria
La chiesa di san Bartolomeo conserva il corpo della martire Ilaria donato nel 1665 dall’Arcivescovo di Patrasso Mons. Ottaviano Garaffa vice gerente del Cardinale Marzio Ginetti , vicario generale per Roma del papa Alessandro VII°. Il relativo atto di donazione fu rogato a Roma il 25 aprile 1664 del notaio Niccolo Florello.
Con molta probabilità si tratta di quel gruppo di martiri composto da Giasone, Ilaria e Mauro celebrati nel martirologio romano il 3 dicembre. Un documento del 27 ottobre 1772, attesta la venerazione che i giarratanesi tributavano alla martire celebrandone appunto la festa il 3 dicembre con primi e secondi vespri e messa cantata. Sappiamo pure che successivamente, nella seconda metà del 1800, la festa non veniva più celebrata, fino a quando nel 1934, il parroco Marziano non la ripristinò celebrandone la memoria nella terza domenica di novembre. Una ricognizione del corpo fu eseguita da Mons. Giuseppe Vizzini, vescovo di Noto nel 1930, seguita da un'altra nel 1939. A seguito di quest’ultima, il parroco Marziano compose il corpo, ricoprendolo di vesti e sistemandolo sotto l’altare maggiore della chiesa di san Bartolomeo. Prima di essere trasportato nella chiesa di san Bartolomeo, l’urna fu esposta nell’altare maggiore della Chiesa Madre, da dove venne portata “in trionfo”per le vie di Giarratana la sera del 18 novembre.
La santa martire, fu proclamata protrettice della gioventù femminile di Giarratana e titolare dell’Associazione di Azione Cattolica , affiancata dal martire san Vito per la gioventù maschile.
Lo stesso parroco Marziano, volle che la festa fosse preceduta da un solenne Quarantore, rinsaldando ancora una volta quel particolare vincolo che i Giarratanesi avevano per il culto Eucaristico testimoniato in particolar modo per la solennità del Corpus Domini Una devozione talmente sentita dal popolo giarratanese, che in alcune edicole votive al posto delle immagini della Vergine o dei Santi veniva scolpito l’Ostensorio con incise le lettere JHS e che oggi possiamo ancora ammirare.