Dal Commento sui salmi di Sant’Agostino
Enarrationes In Psalmos 96,7-8.10. PL 36,1242-1244.
Gli uomini che credettero in Cristo, divennero come fuoco e la loro fiamma fu la carità. Per questo, lo Spirito Santo, quando fu inviato agli apostoli, apparve in forma di fuoco. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro!(At. 2,3)
Infiammati da un tale fuoco, gli apostoli si sparsero per il mondo e incendiarono tutto all’intorno i nemici di Dio. Tutto quello che è contrario alla predicazione apostolica è allora incenerito sotto gli occhi dell’intero universo dalle folgori di Dio.
Perché dalle folgori? Per condurre alla fede. Donde provenivano queste folgori? Dalle nubi. E chi sono queste nubi di Dio? Gli evangelizzatori della verità.
Vedi in cielo quella nube? E’opaca, scura, eppure ha dentro un non so che di nascosto. Se esso guizza fuori dalla nube, un bagliore ti abbacina e si sprigiona il terrore da quello che prima andavi deridendo
Il nostro Signore Gesù Cristo inviò i suoi apostoli, che possono essere paragonati alle nubi. Essi si presentavano come semplici uomini, e nessuno li apprezzava, come quando si vedono le nubi e non ci fa caso, finché non sprigionino qualcosa che ti lascia ammirato.
Gli apostoli erano uomini di carne come noi, ignoranti, gente di bassa condizione. Ma c’era in loro la forza della folgore, destinata a brillare e tuonare.
Ecco Pietro, un pover’uomo, un pescatore. Si mette a pregare e risuscita un morto. L’aspetto umano di Pietro è simboleggiato dalla nube, lo splendore del prodigio dal guizzo del fulmine.
Le folgori del Signore, illuminano così l’universo nelle parole e nelle opere degli apostoli, quando essi raccontano e compiono le meraviglie di Dio. Le sue folgori rischiarano il mondo: vede e sussulta la terra (Salmo 96,4).
I cieli annunziano la sua giustizia e tutti i popoli contemplano la sua gloria (Salmo 96,6).
Chi sono questi cieli, che cosa rappresentano?Essi narrano la gloria di Dio,(Salmo 18,1) sono il suo trono. Dio infatti ha per trono i cieli, cioè gli apostoli e i predicatori del vangelo. Se lo vuoi, anche tu sarai un cielo. Vuoi esserlo? Elimina dal tuo cuore la terra. Se non nutri bramosie terrene, se non menti affermando di avere in alto il cuore, sei un cielo.
L’apostolo Paolo si rivolge ai fedeli dicendo. Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio;pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra (Colossesi 3,1-2). Se hai cominciato ad assaporare il gusto delle realtà dell’alto e a perdere il gusto di quelle terrene, non sei forse diventato un cielo?
Sei ancora rivestito di carne, ma con il cuore già sei in cielo, perché vivi in comunione intima con colui che dimora nei cieli. Annunzi così Cristo, giacché è impossibile per un fedele tacerlo.
Credete voi che Cristo lo annunzi io solo che sto qui a parlarvi, e non siate anche voi suoi araldi?
Ci sono persone che non abbiamo mai vedute né incontrate e a cui non abbiamo mai parlato. Vengono da noi e ci manifestano l’intenzione di farsi cristiani. Come si spiega questo? Hanno forse potuto credere senza che alcuno annunziasse loro il Vangelo?
Tuttavia l’Apostolo scrive: “Come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? (Romani 10,14). Ciò significa che tutta la chiesa predica Cristo e in tal modo i cieli annunziano la giustizia di lui. I cieli raffigurano tutti gli uomini che per carità hanno a cuore di annunziare Cristo a quelli che non credono ancora. Tramite questi uomini Dio fa esplodere il tuono dei suoi giudizi. L’infedele s’intimorisce e spaventato abbraccia la fede.
Attira gli uomini all’amore di Cristo, mostrando loro l’opera del Redentore nel mondo intero. Invoglia, attrai quanti ti sarà possibile. Non temere di condurli a Cristo, perché tu li porti a uno che non deluderà quanti lo vedranno. Prega Dio che li illumini e loro riescano finalmente a vederlo. I cieli annunziano la sua giustizia e tutti i popoli contemplano la sua gloria (Salmo 96,6) .